Paura Nucleare. Seconda parte.
18 aprile 2011 – 18:55 | Nessun Commento

Inutile nascondere che il dramma giapponese, che da più di un mese tiene in ansia il genere umano, ha forse cambiato per sempre il punto di vista dell’opinione pubblica sul nucleare. I recenti tragici eventi …

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Paura Nucleare. Seconda parte.

Inserito da su 18 aprile 2011 – 18:55Nessun Commento

Inutile nascondere che il dramma giapponese, che da più di un mese tiene in ansia il genere umano, ha forse cambiato per sempre il punto di vista dell’opinione pubblica sul nucleare. I recenti tragici eventi forse hanno rafforzato il mio essere contrario all’uso di quest’ultimo come fonte di energia, almeno per il prossimo futuro. La mia posizione di contrario al nucleare però è molto combattuta, non è così netta come si può essere portati a credere. Da un lato sono convinto che il nostro paese abbia urgente necessità di una politica seria a livello energetico ma dall’altro non mi sento pronto ad accettare i rischi che da questa politica possono derivare. A livello teorico sono a favore con la tesi dell’astrofisica Margherita Hack, che da ambientalista afferma in un’intervista al Riformista del 2010 quanto segue:

Ci sono molte paure anche irrazionali”, spiega ricordando che “siamo circondati dalle centrali nucleari”. “Noi siamo costretti a comprare energia, anche nucleare – aggiunge – Dobbiamo pagarla agli altri perche’ siamo completamente dipendenti dall’estero e, se ci fosse un disastro in uno di questi paesi noi avremmo tutti i danni senza averne i vantaggi”. “Quindi – prosegue – c’e’ molta paura, irragionevole, anche scientifica, per l’energia nucleare, per gli Ogm. Quello per cui invece bisogna essere prudenti e’ stabilire bene modalita’ e luoghi dove mettere le scorie”. “Io sono un’ambientalista – conclude – so che l’energia nucleare inquinerebbe molto meno dell’energia a petrolio, a metano e a carbone, a cui dovremmo comunque ricorrere, a cui ricorriamo effettivamente visto che non disponiamo del nucleare.

Mi trovo spesso in accordo con le affermazioni rese dalla nota astrofisica italiana. Persona che stimo molto e che prendo ad esempio in questo mio post/riflessione per il suo punto di vista “indipendente” sull’argomento nucleare e  in qualità di scienziata, dichiaratamente ambientalista, molto nota anche per le sue attività non strettamente scientifiche. Il suo punto di vista di scienziata a favore del nucleare, anche se poco attinente all’argomento per esperienze professionali, mi interessa molto. Anche quando, sempre sul Riformista, afferma che il prossimo referendum «è perfettamente inutile»:

La sua tesi è chiara: prima si era fatto un referendum dopo l’incidente di Chernobyl, ora se ne fa un altro dopo il caso giapponese. Secondo la scienziata nel nostro Paese «il pericolo grosso del nucleare sono gli italiani: si ha tanta paura del nucleare e poi milioni di abitanti vivono intorno alle falde del Vesuvio, che non è morto, è bello vivo». Poi, ha concluso: «La paura dell’atomo è dovuta all’ignoranza, ma l’Italia ha bisogno di questa energia, e anche l’incidente in Giappone aiuterà con nuove precauzioni».

Il problema però, mi sento di aggiungere, è che la paura e l’ignoranza di noi italiani verso l’atomo si combina con la nostra atavica sfiducia nei confronti di una politica e di un Governo che non ha mostrato lo stesso impegno riservato al nucleare nello sviluppo delle energie rinnovabili, solare in primis. Come confermato sempre dall’astrofisica toscana in un post apparso sul portale dell’Adnkronos nel Maggio 2010:

Credo che intanto si dovrebbero sfruttare al massimo le energie rinnovabili, il solare, che e’ utilizzato piu’ dalla Svezia che dall’Italia, che è il paese del sole. Le rinnovabili non saranno sufficienti per i bisogni sempre crescenti dell’industria, quindi bisognera’ per forza ricorrere al nucleare.

Così accade che mentre le principali democrazie mondiali, in tempi non sospetti, decidono e si impegnano seriamente nei confronti delle energie rinnovabili con obiettivi importanti per i prossimi anni, il nostro paese in controtendenza si impegna sull’atomo e affossa le stesse energie rinnovabili con un tempismo, che visti i recenti tragici eventi, definire fantozziano è poco!

Ma c’è di più. In un paese in cui è difficile, per tanti motivi, creare nuove discariche, quale regione accetterà di buon grado la creazione delle centrali e delle zone per il trattamento e lo stoccaggio delle scorie nucleari? E in tutta questa confusione, poco aiuta la recente e simpatica dichiarazione sempre di Margherita Hack letta sull’Unione Sarda, in cui evidenzia i limiti di chi nel nostro paese affronta spesso con troppa superficialità l’argomento:

“Se non si fosse mai rischiato non avremmo nemmeno il fuoco, saremmo ancora all’età della pietra”, ecco perché l’astrofisica Margherita Hack si dichiara a favore del nucleare. “Il nucleare – afferma in un’intervista al Giornale – comporta pericoli e va affrontato con grande serietà, che spesso in Italia manca, e razionalmente”. La creazione di nuove centrali, dice la scienziata, è necessaria anche se “esiste il problema della conformazione dell’Italia che è un Paese sismico.

Forse lo scetticismo e la paura di chi come il sottoscritto si dichiara quantomeno dubbioso sulla scelta nucleare è in grossa parte dovuto a chi è delegato a guidare il paese. Quella classe politica e dirigenziale che spesso si è resa direttamente e/o indirettamente protagonista di scelte poco razionali ma soprattutto che troppo, troppo spesso ha dato l’idea di anteporre gli interessi personali e delle lobby a quelli del paese. Che ha dimostrato di non saper dialogare con la base degli aventi diritto al voto. Gente comune come il sottoscritto, presa da ben altri problemi e che sfiduciata da tanta inefficenza e superficialità non accetta più le decisioni che gli vengono fatte cadere dal cielo come vere e proprie tegole. Tutto ciò senza l’ombra di un serio dibattito atto ad informare chi dovrà convivere quotidianamente con i frutti di queste scelte.

A questo aggiungiamo che i recenti tragici eventi hanno creato nell’opinione pubblica italiana e non solo ulteriori dubbi non tanto verso il nucleare quanto sulla scienza in genere. Dubbi testimoniati anche dal brillante spaccato sulla società del Sol Levante pubblicato da Federico Rampini nel suo blog Estremo Occidente che almeno in questa frase mi sento di estendere anche alla società italiana:

La terribile concatenazione di eventi che ha legato il sisma, la furia delle acque, e l’incidente alla centrale atomica, ha sconfitto l’idea che la scienza e la tecnica possano padroneggiare completamente il rischio.

Tutto questo porterà inevitabilmente ad un serio adeguamento delle norme di sicurezza relative le centrali nucleari e si spera alla chiusura progressiva delle centrali più anziane. Alla fine i progressi della scienza, uniti a norme più severe dettate dall’esperienza, consentiranno di costruire centrali nucleari più sicure. Fino al prossimo incidente, si spera meno tragico, che metterà di nuovo tutto in discussione. Perchè la storia dell’uomo è questa, una strana alchimia di successi ed insuccessi unita a una buona dose di rischio che ci ha in ogni caso permesso di migliorare, o meglio di progredire. In quest’ottica il nucleare, visto come passo obbligato e necessario data la futura carente disponibilità di petrolio, alla fine si farà, nonostante la sfiducia e la paura che nutriamo nei suoi confronti, noi italiani. Nella speranza che nel frattempo il nostro pianeta non si stanchi del genere umano e in preda a un istinto di rivalsa decida di scrivere la parola fine.

Foto di Sinistra Ecologia Libertà su Flickr sotto Creative Commons License.

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